Las Vegas edizioni

La bambina di un milione di anni – Lorenzo Vargas

Neri, ho fatto una cazzata.

Essere l’Eroe, essere una moltitudine di anime succedutesi nei milleni, e farsi carico dei problemi del mondo non è facile per nessuno. Se ci mettiamo che Gabriela ha solo 8 anni -quelli recepiti dall’umana e inetta specie- la cosa si complica ulteriormente. Occhioni azzurri che contengono l’universo e boccoli d’oro la rendono una creatura dolcissima e quasi eterea -tranne quando Chuck Norris prende possesso del suo corpo-, ma Gabriela è molto di più, lei è quella forza primitiva che incarna il Bene supremo, la Luce.
Se esiste la Luce di certo deve esserci anche la Tenebra e il nostro Lorenzo Vargas, ne La bambina di un milione di anni pubblicato dai tipi di Las Vegas edizioni, non ci delude. Ed ecco che ci regala Neri, il Necromante, ovvero il dinoccolato cadaverico custode del cimitero. Lui è la forza atavica del Male, la distruzione e il dolore, il rigetto e l’annichilimento.
Da sempre in lotta contro il Bene, e aggiungerei contro se stesso.

davLe premesse sono più che ottime, per quanto mi riguarda, perché l’eterna lotta è qui descritta molto bene e richiama alla mente battaglie epiche, e il giogo narrativo al quale ci sottopone Vargas vede la contestualizzazione delle vicende svilupparsi in un paesino. Ehi, Bene e Male hanno anche bisogno di prendere aria e riposarsi! Cosa diamine può accadere in un paesino ino ino popolato da poche anime?
Se il paesino in questione è Montebasso, se tale paesino è stato devastato da un terremoto e vede cittadini del luogo – collocati nella New Montebasso- coabitare con i reitti migranti relegati nel centro storico semi distrutto, allora può succedere di tutto. E signori, tutto succederà, davvero.

Questo testo è un fantasy contemporaneo, certo, ma è anche uno spaccato di vita vera che induce a ragionare, soprattutto quando anche le forze del Bene si mettono in dubbio e pensano di essere loro le genitrici dell’umano scompiglio.
Come ho già detto, in questo libro si respira il sapore della lotta medievale, si resta incantati e intimoriti -c’è poi chi si commuove per una nascita avvenuta tramite conato di vomito… Mi avete scoperto, lo so!- si passa dal riso alla tensione, fino a cadere nell’orrore più puro. Un orrore che solo noi uomini sappiamo creare, un orrore che è una vergogna. La prosa è ALTAMENTE diretta, colloquiale e gergale, può piacere o no, ma in questo contesto ci sta tutta.

Io spero, come al solito, di avervi incuriosito, cari Biskotti, e vi auguro buone letture. Ah, se un corvo vi segue e viene a beccare alla vostra finestra, aprite e poi…
Alla prossima!

1 pensiero su “La bambina di un milione di anni – Lorenzo Vargas”

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