Fandango Libri

Al Mondo – Radclyffe Hall

“Signori e signore”, disse a voce alta e arrossendo parecchio, “signori e signore, al mondo!”

Non credo ci sia citazione migliore per iniziare questa recensione e per rendere più vivo il significato intrinseco -ma non troppo- di questo libro. Al Mondo di Rdclyffe Hall è un romanzo inedito per il quale dobbiamo ringraziare la Fandango Libri, che lo ha pubblicato ad un prezzo di €15. Terzo libro dell’autrice che entra a far parte del già nutrito catalogo della C.E. e grande primo approccio, per me, ad un’autrice dalla scrittura ipnotica.

2018-09-09 11.29.00
Copia omaggio, gentilmente offerta da Fandango Libri.

Non ho mai amato un libro così tanto nonostante sapessi della sua incompiutezza, e mai mi sarei aspettata che, in sole 117 pagine, la Hall riuscisse a tratteggiare situazioni e personaggi in maniera talmente elevata da far sembrare l’opera completa, fatta e finita. Credo sia una caratteristica importantissima, questa, e non deve scoraggiare chi, come me, vuole iniziare a conoscere l’autrice partendo proprio da questo romanzo. La Hall non le manda a dire, e anche se incompiuto, il testo presenta in tutta la sua totalità il messaggio che vuole regalarci. Fatta questa doverosa premessa, che serve a sottolineare la potenza narrativa dell’autrice, direi che possiamo iniziare a scoprire quello che Al Mondo ci offre.

Fino a quel momento Stephen si era sentito appagato, o almeno immaginava di esserlo; ma bastò un attimo e il riflettore gli mostrò che non era affatto così. Non era neppure insoddisfatto, pensò; semplicemente, non era.

Il riflettore in questione è quello della Prima Guerra Mondiale, e ad esserne totalmente abbagliato è l’impigato di banca londinese Stephen Winter. Efficiente e dedito al lavoro, Stephen non ha nulla che lo distingua dalla massa, nulla che lo faccia realmente sentire vivo e l’inizio della guerra lo induce a mettersi in discussione ed analizzare se stesso, le sue ambizioni e la sua intera esistenza. Cresce in lui la.strana consapevolezza che può fare di meglio, può realmente ambire a qualcosa di più alto e tale pensiero lo spinge a rompere quel muro di fissità che recinta la vita vissuta, fino a quel momento. Con l’unico desiderio di rendersi utile e sentirsi parte di qualcosa di grande, decide di arruolarsi. Ma la realtà delle cose è differente e Stephen se ne rende conto in maniera terribile:

Finì tutto molto rapidamente […] Gli avevano detto, con una certa gentilezza ma con tremenda determinazione, che l’asma cronica lo rendeva un uomo non idoneo.

Essere considerato in questo modo, anzi, non essere considerato affatto, porta Stephen ad un processo di autoanalisi ancor più duro. Nulla ormai riesce a lenire delusione e frustrazione per essere stato respinto. L’odio verso un lavoro che credeva di amare, e che è stato costretto a svolgere a causa del suo non essere idoneo, prorompe, e con lui la decisione di provare a riprendere in mano la sua vita e fare qualcosa che lo renda unico fautore della sua grama esistenza. La sua passione per il mare -che vira in ossessione- gli fornisce il giusto stimolo: una crociera intorno al mondo. Ritroviamo, dunque, uno Stephen felice ma sbigottito, che dopo un refresh di abiti e l’abbondono della realtà che conosceva, si è imbarcato sulla nave Hellas. Questo viaggio, per lui -e non solo-, sarà foriero di novità e libertà. Un gruppo di personaggi interessanti accompagna il nostro protagonista in questo viaggio, ma colei che colpisce la nostra attenzione -e quella di Mr. Winter- è Elinor Lee.

Noi donne sappiamo di essere circondate da pericoli, pericoli creati dagli uomini e da noi stesse, e il senso del pericolo eccita e stimola; ha stimolato l’uomo in battaglia, mi dicono, bè, stimola le donne al lavoro.

Segretaria di un self made man che lavora nell’industria calzaturiera, in viaggio per lavoro con la famiglia del suo capo, Elinor appare scialba, smunta, priva di colore e di salute. Quello che balza subito agli occhi del lettore è che Miss Lee pare il corrispettivo femminile di Stephen. Sì, perché anche Elinor è un’esclusa. Nel suo caso a bloccarla non è l’asma, ma  è il suo essere donna a tarparle le ali, e nonostante il grande desiderio di partecipare attivamente alla guerra è costretta a svlogere mansioni secondarie in ambito amministrativo. Come Stephen, e forse ancor più di lui, nutre sogni di grandezza, ambizione, gratificazione, emancipazione e indipendenza personale -non trovate sia dannatamente attuale?- in un mondo prettamente ominile. L’incontro tra i due è fatale, e se prima ci sarà diffidenza, dopo, tra confidenze e supposizioni i due capiranno che per essere bisogna vivere e lottare.

Non vado oltre, dovete leggerlo! È un libro che merita moltissimo per i temi trattati e per la caratterizzazione dei personaggi perfettamente delineati -e ribadisco, in sole 117 pagine!-. Sembra impossibile, ma non lo è. La Hall, con la sua prosa diretta, asciutta, chiara e priva di orpelli -ma non per questo sciatta- riesce a fare in modo che si percepiscano in maniera vivida i sentimenti e le emozioni dei protagonisti, e ci regala un romanzo che è un inno alla vita, una vita che và avanti e che possiamo fare realmente nostra. Un libro che brinda “Al Mondo” che ci vede sì cadere, ma che ogni volta ci sorprende nell’atto di rialzarci, sempre. Perché questo è importante: non importano etichette sessiste o limiti, importa solo quanto noi siamo disposti a credere ed investire in noi stessi.

Con questo vi saluto, mie carissimi Biskotti, e vi auguro buone letture. Alla prossima!

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