Caravaggio Editore

Luce nell’oscurità – Luca Marcello

Carissimi Biskotti, ben ritrovati! È con immenso dispiacere che oggi vi parlo di un libro. Immenso perché ci credevo tanto, avevo aspettative alte, e nonostante sia di un genere letterario a cui non mi concedo spesso, aveva basi iper intriganti e accattivanti. Forse non sapete -non è mai capitato che lo dicessi- che ogni tanto mi diletto con la lettura di libri fantasy, e questo che ho appena letto appartiene proprio alla categoria. Se ben strutturati, avvincenti, con un intreccio ben delineato -non necessariamente espilicito eh, ben delineato!!!- e con messaggi morali, questi testi ingiustamente bistrattati lasciano il segno -si veda Harry Potter, per esempio-. Purtroppo, e mi dispiace dirlo, il libro di Luca Marcello Luce nell’oscurità, pubblicato da Caravaggio Editore ad un prezzo di €11, non ha nulla di tutto quello che un buon fantasy dovrebbe avere.

2018-08-01 10.56.13.jpgOra vi spiegherò meglio e nel dettaglio, ma ci tengo a sottolineare che questa è una mia personale opinione di lettrice onnivora, condivisibile o meno, e mi aspetto che venga rispettata in quanto tale. Il confronto è più che ben accetto e anzi, mi auguro che questa recensione induca molti di voi a leggere questo libro e a cercarmi per parlarne. Detto ciò, si parte!

Ci troviamo in un villaggio della Serbia Centrale e ci accingiamo a conoscere Varnava, giovane ragazzo tormentato che da sempre, essendo orfano , vive con una vecchina con la testa non completamente al suo posto. Afflitto dai suoi demoni interiori -quali sono? perché sono instillati in lui?- decide di abbandonare il villaggio per recarsi a Belgrado, dove è nato, in cerca di eventuali risposte. La sua partenza coincide con la distruzione del suo villaggio ad opera di loschi figuri già intravisti in un suo delirante sogno -uno dei tanti-. Rientrato subitamente nel luogo che l’ha visto crescere, oltre a morte e devastazione, incontra quattro giovani che si danno da fare cotrollando che non ci siano feriti e che nessuno degli assassini si aggiri ancora nei pressi del villaggio. Deciso a seguirli per capire chi sono e cosa cercano, deciso a combattere i suoi demoni in compagnia, parte con loro in una serie di peregrinazioni -e sogni comuni- che da Belgrado lo condurranno alla rocca sulla quale si erge il castello dell’ultimo Valiki Zupan, Gran Suppano di Serbia, Vlastimir. Chi è costui, cosa vuole e cosa lo lega a Varnava lo scopriremo solo all fine e tramite un percorso per nulla chiaro. Vi basti sapere che Vlastimir di Serbia -o il Crudele- perdendo se stesso è diventato un vampiro.

Ora iniziano le dolenti note! L’autore aveva ottime basi e un terreno fertilissimo su cui lavorare, -basti pensare che la Serbia confina con la Romania, terra pregna di folklore vampiresco- ma secondo me non ha saputo sfruttarlo al meglio. In 126 pagine, con una prosa a dir poco nebulosa che non facilita la lettura, non è riuscito nell’intento di chiarire quelli che dovrebbero essere i punti cardine del libro, lasciando al lettore stesso tale compito. Come? Tramite supposizioni, tramite il non detto e intuizioni. Ora, a me piace particolarmente quando, durante la lettura, il mio cervello deve lavorare, ma in questo caso mi son trovata a dover cercare una via d’uscita da un labirito fatto di sogno e realtà che non ha favorito la lettura e l’empatizzare con i personaggi. Sono abituata all’onirismo letterario, amo immensamente Haruki Murakami che lo usa in maniera esemplere, quindi so benissimo cosa aspettarmi, ma in questo caso -ahimé!- ho trovato solo difficoltà. Altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è stato il palese richiamo a It di S. King, Danza Macabra di D. Simmons e a Streghe – non ridete, che poco ci mancava che emergesse pure il Libro delle Ombre!-. Non sono contraria ai richiami o alle citazioni, anzi, ma non mi piace quando l’originalità di altri vien fatta passare per propria. Siamo lettori, ce ne accorgiamo! Quindi abbiamo vampiri che psichicamente, e non, innescano una lotta in un mondo parallelo e oscuro, che si nutrono delle paure e vi si tramutano. Vi ricorda qualcosa? Ci siamo intesi…

È l’unione dei tre che fa la magia.

Ed ecco a voi l’ultimo palese richiamo, quello a Streghe -serie TV cult di fine anni ’90- e al famoso motto “Il potere del trio coincide col mio”. Ho cercato di motivare al meglio le ragioni che mi hanno indotta a definire questo libro un grande NÌ -attenzione, non ho detto NO ma NÌ!- e spero davvero che altri, lo ribadisco, possano leggerlo e magari possano riuscire a cogliere sfumature non colte dalla sottoscritta in questa fumosa e opprimente oscurità. La lotta tra il Bene e il Male, Angeli e Demoni, Luce contrapposta a Tenebre, tutte tematiche che meglio usate avrebbero potuto rendere di più. Una caratterizzazione dei personaggi molto approssimativa, quasi scialba, fa sì che restino sospesi nella mente del lettore tanti interrogativi. Io mi reputo estremamente delusa da questa lettura!

Nella rinnovata speranza che il mio pensiero, motivato e onesto, venga rispettato, vi auguro buone letture. Alla prossima, Biskotti belli!

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6 pensieri riguardo “Luce nell’oscurità – Luca Marcello”

  1. Seguo sempre il tuo blog ma devo dire che sta volta non mi trovo per niente d’accordo con questa recensione. A me questo libro è piaciuto molto! Quando tu scrivi: “una prosa a dir poco nebulosa che non facilita la lettura, non è riuscito nell’intento di chiarire quelli che dovrebbero essere i punti cardine del libro, lasciando al lettore stesso tale compito. Come? Tramite supposizioni, tramite il non detto e intuizioni. […] questo caso mi son trovata a dover cercare una via d’uscita da un labirito fatto di sogno e realtà che non ha favorito la lettura e l’empatizzare con i personaggi” non mi ritrovo per niente in questa descrizione e nelle sensazioni che il libro ha scaturito in te. Dal mio punto di vista lo scrittore ha avuto la grande capacità di scrivere una storia avvincente con personaggi nel quale io personalmente mi sono rivista e per i quali ho provato empatia. E non ho avuto la sensazione di trovarmi in questo labirinto senza uscita di cui parli. Sono d’accordo col fatto che ci siano dei passaggi non chiari fin da subito ma nel corso del libro sono riuscita poi a capire questi passaggi, ed è anche questo ad essermi piaciuto. Devo dire che a me il libro mi ha lasciato col fiato sospeso e l’ho praticamente divorato per quanto mi piaceva! Invece in merito a questo tuo pensiero “Non sono contraria ai richiami o alle citazioni, anzi, ma non mi piace quando l’originalità di altri vien fatta passare per propria. Siamo lettori, ce ne accorgiamo!” ho letto la maggior parte dei libri che hai citato da cui secondo te lo scrittore ha praticamente copiato e ti dirò che non ho avuto assolutamente questa impressione e non mi sono per niente sentita presa in giro come se lo scrittore avesse cercato di far passare per propria l’originalità di altri. Anzi lo stile dello scrittore del libro nello specifico e degli altri scrittori che hai citato mi sembrano veramente differenti poi è vero parlano tutti di “bene e male o luce e oscurità” ma in forme diverse. Detto questo penso che il bello dei libri in generale sia proprio questo… Ad ognuno danno sensazioni differenti! Un saluto a tutti!!

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    1. Ciao! Mi fa davvero tanto piacere che tu sia qui e mi fa piacere ricevere questo commento. Hai espesso in maniera educata quello su cui non concordi e te ne sono grata. Dopo averne discusso (in maniera civilissima, devo dire, con l’autore stesso) posso dirti che hai effettivamente colto lo spirito giusto: un libro può suscitare differenti emozioni, durante la lettura, da cui poi scaturiscono pareri diversi. Non metto in dubbio che il libro ti sia piaciuto e/o abbia empatizzato con i protagonisti, e non metto in dubbio che non ti sia sentita presa in giro durante la lettura, dico solo che avevo aspettatite altissime e non sono riuscita a coglire nel testo quel quid che volevo. Ribadisco che la storia di base era ottima e il terreno su cui lavorare era fertilissimo, ma non sono riuscita ad andare oltre. E dire che l’ho letto volutamente con calma per cogliere quanto più possibile. Detto ciò, ti ringrazio nuovamente per questo commento motivato, mi ha fatto piacere. Il confronto tra lettori è la cosa più bella.

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