SEM (Società Editrice Milanese)

La donna nella valigia – Giovanni Valentini

La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio…

Ecco cosa mi ha risposto mio figlio, quasi seienne, quando gli ho comunicato il titolo del libro che stavo leggendo. Sì, lui si informa sempre! Nella sua inconsapevolezza -o forse lungimiranza maschile- mi ha fornito uno spunto di riflessione simpatico e veritiero. Iglesias -il cantante di Se mi lasci non vale, le cui parole ho citato- e Alfonso Delgado -il protagonista di questo libro- hanno qualcosa in comune: sono come il miele per le api e faticano a reprimere il loro “sexual power” nei pantaloni. Insomma, le signore gradiscono -ricambiate- e anche tanto!2018-06-29 10.12.55.jpg

Dopo questa premessa un po’ frivola, che spero mi perdonerete, ora vi parlo del godibilissimo libro che è La donna nella valigia, scritto da Giovanni Valentini e pubblicato da SEM -Società Editrice Milanese- ad un prezzo di €15, che di frivolo non ha nulla. Per farlo userò il metodo giornalistico anglosassone delle 5 W, -con molta umiltà e incompetenza- in onore dello scrittore e del protagonista.

  1. WHO (Chi): Alfonso Delgado, ex giornalista in pensione che non mai totalmente smesso i suoi panni e il suo amore per il giornalismo d’inchista.
  2. WHAT (Cosa): A scatenare il tutto è il ritrovamento di un trolley nero contenente il nudo e minuto corpo di una donna.
  3. WHEN (Quando): Secondo le derscrizioni fornite da Delgado, e i riferimenti alla politica italiana, siamo in “tranquillo” giorno del presente.
  4. WHERE (Dove): Il ritrovamento del trolley, e del corpo, avviene in Portogallo, presso la spiaggia di Albufeira, ad opera dei coniugi Alfonso e Marianna Delgado. L’indagine, però, si svolgerà a cavallo tra Portogallo e Italia perché questa è la nazionalità delle persone legate alla vicenda.
  5. WHY (Perchè): Questo è il più grande degli interrogativi. Cosa spinge ad uccidere la donna? Chi l’ha uccisa? Solo Delgado e i magistrati possono rispondervi. A noi lettori non resta che fare congetture, sospettare e pensare ad un possibile movente. Ammesso che ce ne sia solo uno…

Questo è il quadro generale del romanzo, e io non posso essere più specifica perché rischierei di smorzare la vostra curiosità. Quello che però ci tengo a sottolineare è che questo libro è un’ode alle donne. È vero che tratta di femminicidio, -pesante piaga della società attuale- ma si pone come obiettivo quello di restituire alla donna l’importanza che merita, e non perché considerata “sesso debole”, ma proprio perché “sesso forte” che smuove tutto e in qualsiasi campo. Delgado è attorniato -a volte anche circuito, diciamolo dai!- da donne, a partire dalla moglie per finire alle magistrate, portoghese e italiana, che fungono da filo conduttore per lo svolgimento delle indagini legali e cronachistiche. Indagini che mirano a raggiungere una unica e sola meta: la ricerca della VERITÀ.

La verità è prismatica, noi dobbiamo accontentarci della faccia che ci viene concessa di vedere.

L’autore si serve di una citazione di Camilleri -tratta da Un mese con Montalbano– per farci comprendere quanto sia difficile scoprire la verità e quanto sia importante il connubio tra giornalismo e magistratura. Entrambe le professioni sono volte alla ricerca della verità, e più quella storica e quella processuale convergono tra loro, tanto più si potrà tendere alla verità. Si punta molto al rapporto di fiducia tra giornalista e magistrato -il Diavolo e l’Acqua Santa a fasi alterne- e al coraggio di saper rinunciare a qualcosa per provare la veridicità del rapporto e l’onestà intelletuale delle parti in causa. Delgado è un giornalista che non ha mai abbandonato realmente il suo lavoro di cronista e ha ancora il giusto savoir faire per mescolare le sue carte e trovare ciò che cerca. Dotato di un incredibile sex appeal -me lo immagino come Sean Connery- non disdegna di usarlo a suo favore, ma il vero potere è quello delle donne e del loro sesto senso. Già, sono sempre loro a fornire quel quid che smuove la situazione. Questo è un altro particolare cardine all’interno del romanzo. Ecco il motivo che mi ha spinta a definirlo un’ode alle donne, perché tende a tributare loro capacità, intellettive e non, sopraffine che hanno contribuito al loro farsi strada e imporsi, in una società prettamente maschile. Valentini ci tiene a puntualizzarlo -tramite conversazione dei coniugi Delgado- specificando che solo dal 1965 in poi la magistratura è diventata una realtà anche femminile e che ora le magistrate superano di gran lunga i colleghi uomini.

Ho avuto l’opportunità di poter assistere alla presentazione di questo romanzo di attualità e devo ammettere che ne sono rimasta piacevolmente colpita. Gli spunti di lettura sono stati molti e il focus sulla donna nella società odierna molto chiaro. L’autore, -noto giornalista barese- che si ispira liberamente a Simenon e Camilleri, definisce il suo romanzo un noir che si gusta sotto l’ombrellone e io non mi sento di dissentire. La scrittura è chiara, fluida e incisiva e tiene incollati alle pagine, l’unica pecca -mio parere personale- è che avrei gradito un’analisi psicologica più dettagliata dei personaggi e un finale un po’ meno frettoloso. Ma con i noir è così, una volta svelato il mistero l’attenzione del lettore cala e quindi bisogna concludere.

Se ancora non avete scelto una lettura estiva e volete qualcosa che vi intrighi e non vi annoi, vi invito a reperire questo romanzo per passare un po’ di tempo con Delgado il Farfallone, -non protrete fare a meno di volerlo prendere a sberle, bonariamente s’intende-  ma soprattutto per godervi il Portogallo e una Lisbona “pessoana” davvero stupefacente. Io vi auguro come sempre buone letture, miei cari Biskotti. Alla prossima.

 

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2 pensieri riguardo “La donna nella valigia – Giovanni Valentini”

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