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Agnese, una Visconti – Adriana Assini

Mi capita sempre cosi! Più un libro mi piace e suscita in me forti emozioni e più fatico a parlarne. Il timore reverenziale è tanto, soprattutto nei confronti della stupenda protagonista, donna tanto austera quanto passionale. Ma andiamo per gradi. Siete pronti? Iniziamo…

Il libro di cui oggi voglio parlarvi, scritto da Adriana Assini e pubblicato da Scrittura e Scritture – che ringrazio per l’opportunità – ad un prezzo di €14.50, è quello dedicato ad una dei 15 figli di Bernabò Visconti e Beatrice Regina della Scala, Agnese Visconti.2018-05-06 10.46.52

Grazie alla meravigliosa scrittura della Assini facciamo un tuffo nell’Italia 300esca delle Signorie e – tramite commistione sapiente di finzione narrativa e storia – nella Milano governata dal Dominus Bernabò. Come accennato in precedenza, il Signore di Milano possedeva un gran numero di figli, ma solo una era quella che, nel bene e nel male gli faceva battere il cuore.

Lei non corre i pericoli, li cerca.

Simile al padre per temperamento e carattere, Agnese era una ragazzina di 17 anni, amante dei libri, della libertà e dell’idea di poter scegliere il suo futuro. Come ogni dama di alto lignaggio era anche promessa sposa – abbastanza infelice e a ragione, aggiungerei – del futuro Capitano della città di Mantova, tale Francesco I Gonzaga.

La mia antipatia per questo piccolo pusillanime, infido, scialbo e gretto ometto non l’ho mai nascosta e, grazie a Dio, nemmeno Agnese. Una volta sposatisi, i due giovani si ritrovano alla corte mantovana dove tutte le qualità che Agnese era libera di esprimere nella sua Milano – istruzione e favella – venivano considerate come atto di superbia che poco si addiceva ad una signora del suo rango. Inutile dire che Agnese inizia a sentirsi sola e oppressa da una corte che la mal vede – non riuscirà mai a procreare il tanto agognato figlio maschio –  e un marito roso, e non poco, dal senso di inferiorità nei confronti della sua sposa e della sua famiglia di origine.

Vi gonfiate come una rana, ogni volta che mi ricordate d’essere una Visconti, ignorando che la protervia vi toglie ogni grazia e che un nome da solo, non basta a dare lustro.

Sarà questo, insieme alla palese e palbabile paura di cadere insieme alla sua città, uno dei motivi che spingerà il Gonzaga a non muovere un dito contro l’usurpatore del trono di Milano, Gian Galeazzo Visconti. L’ira e il carattere di Agnese, mai domata come si voleva, emerge in tutta la sua veemenza. Tra lotte di potere, faide matrimoniali e bassezze di ogni genere, un barlume di gioia e calore lo regala Antonio da Scandiano. Qualcosa di ben preciso lo muove, ma…

E no, non pretenderete mica che scenda nei particolari? Se un pochino vi ho incuriosito – e lo spero di cuore – vi invito a leggere questo romanzo bellissimo. Io posso solo dirvi che ho sofferto, amato, imprecato e gioito e questo solo grazie ad Adriana Assini e al suo modo incredibile di caratterizzare i personaggi. Impossibile non empatizzare con alcuni di loro a partire da Agnese, su tutti, fino alla sua augusta madre – Scaligera, ti porto nel cuore . Altra nota super positiva, per me soprattutto, è la scelta di utilizzare una prosa sì ampollosa – siamo pure sempre nel 1300 – ma capace di non appesantire per nulla la narrazione.

Credo si sia capito che ho amato tanto questo romanzo storico e che spero di recuperare tutti i testi prodotti dalla Assini. Non mi resta che salutavi e augurarvi buone letture.

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4 pensieri riguardo “Agnese, una Visconti – Adriana Assini”

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